Musica, tuffo nel passato: zio Pino ci manchi

Zio Pino ci manchi. In occasione del suo 65° compleanno il tuffo nel passato di oggi è dedicato al nostro amato e compianto Pino Daniele.

Con la sua musica lo zio Pino è riuscito a conquistare chiunque. Un percorso iniziato nel cuore del centro storico di Napoli che lo ha portato ad esibirsi nei festival musicali più importanti al mondo. Sin da subito si vede che ha la stoffa del cantante, si esibì per la prima volta a 12 anni ad una festa di bambini.Esperienza importante che rivelò al giovane Daniele il significato di calcare un palcoscenico.

Nel 1976 entrò a far parte del gruppo musicale “Napoli Centrale” capitanato dal sassofonista e mentore James Senese, molto importante per la sua crescita. Senese contribui alla realizzazione dei suoi primi successi come “Nero a Metà“, “Vai Mò” e “Pino Daniele“, in cui sono presenti singoli che hanno fatto la storia di Napoli come: “Je so pazz”, “Je sto vicino a te” e “Chi tene o’mar”.

L’arrivo degli anni ottanta aprì al musicista le porte della consacrazione come artista di primo livello. Apri il concerto di Bob Marley a San Siro davanti ad 80.000 persone ed ottenne il successo commerciale con l’album “Nero a Metà”. Sempre negli anni 80 fu protagonista di un concerto storico a Piazza Plebiscito di fronte a 200.000 persone.

Gli anni 90 invece sono caratterizzati dall’amicizia fraterna con l’amico-attore Massimo Troisi con il quale aveva un legame molto forte. Daniele compose le musiche di due film dell’amico ovvero “Ricomincio da Tre” e “Le vie del Signore sono infinite”. Inoltre Pino in quel periodo compose una canzone chiamata “Quando” che colpì molto Troisi tanto da convincerlo ad utilizzarla come colonna sonora del suo film “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”.

Il rapporto di Pino con Napoli.

Pino ha da sempre provato nei confronti della sua città, Napoli, un amore tormentato. Leggendo il testo di Napule’è si capisce come reputi Napoli una città magnifica ma alla stresso tempo la reputi come una città che vive nella rassegnazione, in una perenne attesa di una soluzione dei problemi. Ma nonostante ciò il legame che lega Napoli a Pino è molto forte.

Lo dimostrano i numerosissimi Flash Mob organizzati i giorni successivi alla morte del cantante, avvenuta il 4 gennaio 2015. Una morte che tutt’ora è ancora sentita perché Napoli nel bene o nel male ha bisogno di qualcuno che canti le sue bellezze e difetti. Zio Pino ci manchi.

“Napule è nu sole amaro, Napule è addore ‘e mare. Napule è ‘na carta sporca e nisciuno se ne importa e ognuno aspetta a’ ciorta”. A’ ciorta, ossia la sorte.

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